Centri di avviamento allo Sport Paralimpico

Nuoto: solo la Polonia fa meglio della Polha Varese al IXX Meeting di Brescia

Per il IX anno consecutivo la Polisportiva Bresciana no Frontiere chiude il Meeting Internazionale nel migliore dei modi riscuotendo il successo da parte di tutte le Società e dei 150 atleti presenti al Palasystema di Brescia.

La società bresciana, operativa sul territorio dal 1985, ha da sempre l’obiettivo di offrire, attraverso lo sport, occasioni di incontro e confronto, socialità e crescita personale, conquista delle autonomie e sfida ai propri limiti.

E in giornate come quella di domenica (16 dicembre), quando a vincere è lo sport nella sua interpretazione più alta, anche chi organizza sente di intascare la sua vittoria personale. La manifestazione si apre con la proiezione di un  emozionante video, un omaggio ai nostri 28 azzurri e alle 74 medaglie vinte agli Europei di Dublino.

L’edizione 2018 del Meeting Internazionale viene vinta dalla Polonia – Polish Paralympic Swimming Team, con 17.284,17, alle sue costole la Polha Varese – Squadra Gialla con punti 16.430,77, fanalino di coda del podio il Team Croazia con 15.171,54 . La squadra (rossa) di casa si aggiudica un ottimo quarto posto con ben 14.666,67 punti.

Una gara che si colloca tra il Campionato Europeo svoltosi a Dublino (13 – 19 agosto) e il Mondiale che invece si terrà in Malesia la prossima estate, questo Meeting ha confermato ancora una volta la capacità organizzativa della No Frontiere – queste le parole del Presidente della Società organizzatrice, Nunzio Bicelli – è grazie soprattutto a tutte quelle persone che da sempre credono nella mission della società e che ogni anno, con rinnovato entusiasmo, si ritrovano, lavorano con passione e si divertono preparando questo evento ormai diventato un appuntamento fisso per tutte le società italiane e straniere. Una kermesse internazionale che ci permette di essere il fiore all’occhiello della No Frontiere. Ora ci godiamo il successo di questa giornata di festa, ma la testa è già proiettata verso l’edizione del 2019“.

C.A.S.P., Centri di Avviamento allo Sport Paralimpico, costituiscono lo strumento per mezzo del quale il CIP favorisce la costruzione di un processo educativo sportivo nelle persone con disabilità, allo scopo di produrre formazione ai valori paralimpici e di far emergere dei giovani talenti paralimpici.

Per raggiungere questo obiettivo i CASP offrono un’azione formativa di base ad ogni disabile, qualunque sia la sua condizione di partenza.

Per realizzare questo ambizioso obiettivo il CIP si avvale delle Associazioni Sportive, come struttura di base del movimento sportivo, fornendo loro  gli strumenti per migliorare le strategie dell’attività paralimpica di base.

I due soggetti primari dell’attività posta in essere nei Centri di Avviamento allo Sport Paralimpico sono i giovani e potenziali atleti disabili, che avranno così la possibilità di fare esperienze multidisciplinari prima di scegliere lo sport paralimpico a loro più congeniale per attitudine e competenze motorie e gli atleti portatori di disabilità particolarmente gravi, che potranno così continuare nel tempo a sperimentare percorsi formativi motorio-sportivi senza alcuna finalità di carattere agonistico e competitivo.

Le Società che intendono aprire un centro CASP devono possedere i seguenti requisiti

-Minimo 4 anni consecutivi di affiliazione pregressa al CIP o FSP o DS da esso riconosciuta

-L’affiliazione ad almeno una federazione paralimpica o disciplina sportiva paralimpica

-Curriculum associativo

-Programmi di avviamento per almeno tre delle discipline sportive riconosciute dal CIP (delle quali è necessario avere a disposizione le relative attrezzature sportive) per persone disabili appartenenti a qualsiasi tipologia di disabilità (fisici, intellettivo-relazionali, ipo vedenti e non vedenti, ipoudenti e non udenti) e per almeno due delle suddette disabilità

-Avere un minimo di 5 disabili praticanti l’attività sportiva non già tesserati presso il CIP o le entità sportive da esso riconosciute per la pratica di attività competitivo-agonistica (indicare nello spazio Aderenti)

-Personale qualificato per ciascuna delle discipline sportive per le quali si fa avviamento e promozione

-Tutti gli atleti devono essere in possesso del certificato di idoneità alla pratica sportiva non agonistica in regola con le vigenti normative e avere  un’età massima di 40 anni

il regolamento completo e la modulistica sono disponibili sul sito del CIP Nazionale, al seguente link

Cremona la prima edizione del Campionato italiano di Parareining

oncorso “Un’estate all’EXPO”

Regione Lombardia, in collaborazione con Expo 2015 S.p.A., Ufficio Scolastico Regionale, ANCI Lombardia e Regione Ecclesiastica Lombarda, lancia un concorso per promuovere la partecipazione degli studenti all’Esposizione Universale e sensibilizzarli sui temi che ne costituiscono il fondamento. Scadenza presentazione candidature: 15 settembre 2015.

Il concorso nasce dall’accordo di collaborazione tra Regione Lombardia, EXPO S.p.A, Ufficio Scolastico della Lombardia, ANCI Lombardia e Regione Ecclesiastica Lombarda e ha l’obiettivo di  incentivare la partecipazione attiva degli studenti a EXPO.

Saranno premiati i migliori elaborati digitali prodotti da gruppi di studenti a seguito dell’esperienza  maturata nel corso delle visite al sito espositivo avvenute nel periodo giugno luglio e agosto.
Gli elaborati digitali prodotti devono presentare in forma originale, pertinente ed efficace dal punto di vista comunicativo, situazioni, esperienze pratiche e proposte legate al tema “Nutrire il Pianeta, Energia per la VIta” (vedi bando).

 CHI PUO’ PARTECIPARE

  • Istituzioni scolastiche della Lombardia di ogni ordine e grado
  • Enti di formazione accreditati che erogano percorsi di secondo ciclo di istruzione e formazione professionale
  • Centri estivi comunali o organizzati dagli oratori.

che organizzano la visita al sito espositivo di Expo Milano 2015 nei mesi di giugno, luglio e agosto.

Grande successo per la prima edizione del Campionato Italiano di Parareining che sabato, 15 dicembre, nell’ambito del Futurity di Cremona, ha assegnato i titoli per il 2018.

L’evento di interesse federale è “titolato” Elementa, grazie al grande contributo del marchio di cui è titolare Tenuta Santa Barbara di Bracciano (Rm), che ha dato una marcia in più al progetto federale della disciplina, peraltro in un grande palcoscenico come quello del Futurity.

Nuova sezione di questa disciplina equestre dedicata a cavalieri con disabilità motorie e/o cognitive che la FISEha voluto sviluppare, con il determinante supporto di Alessandro Pavoni. L’ambizione è quella di entrare in FEIanche con questi paratleti.

Una volta eseguite le visite di classificazione, i vari profili vengono inseriti in una delle cinque categorie possibili: dal grado 1 (quello che raggruppa i cavalieri con disabilità più importanti) al grado 5. Il progetto è stato sviluppato in modo simile a quello del paradressage, ma adattato alla disciplina del reining. Nel grado 1, gli atleti possono eseguire solo il passo, nel 2 il trotto, e così via in crescendo fino ai gradi 4 e 5, con esecuzione anche del galoppo e di un pattern di reining a tutti gli effetti. I pattern ovviamente sono corretti e adattati alle capacità di questi atleti speciali. Così pure è adattato il sistema di valutazione delle varie manovre durante la gara. È stato elaborato anche un programma per persone con handicap cognitivi, che non possono essere classificati nel progetto della Fei; per loro, tre categorie: limited open (solo passo), intermediate open con trotto, e open col galoppo. “Quest’anno, con l’aiuto della Federazione – ha detto Alessandro Pavoni –, siamo riusciti a organizzare questo evento al Futurity, dove hanno partecipato cinque atleti con disabilità fisica e 5 con disabilità cognitiva, dando inizio a un nuovo percorso: un campionato paralimpico a livello regionale, per arrivare poi a una finale a livello nazionale, proprio in occasione del Futurity, che per i reiner di tutti i tipi è sempre la “regina” delle gare. In questa occasione, poi, abbiamo anche avuto la ciliegina sulla torta di uno sponsor importante, Cecilia Fiorucci con la sua Elementa, grazie al cui contributo è stato possibile spesare completamente e premiare tutti i partecipanti con delle fibbie”.

Gare combattutissime, quelle di Cremona, che hanno assegnato i titoli per i diversi gradi. Presente anche il Presidente della FISE, Marco Di Paola, che dopo aver assistito alle gare ha premiato i protagonisti, insieme al Presidente FISE Lombardia, Cav. Vittorio Orlandi, al Presidente IRHA, Roberto Cuoghi e Cecilia Maria Fiorucci.

Paolo Pettena (Veneto-Friuli V. G. Cavallo Reining ASD, tecnico Nicola Cordioli) in sella a Energy For Me è il Campione del Grado 4. Pettena ha messo a segno il top score della gara con un punteggio complessivo di 144. Titolo di vice Campione a Marco Della Torre, che monta per i colori del Torello Quarter Horse ASD (Campania), tecnico Raffaele Colacicco. Il parareiner campano ha conseguito un punteggio di 138,5. Terza posizione per la lombarda Martina Panizza su Am Only For Me (Circolo Ippico Le Colombare ASD, tecnico Bertelli) con 137. Il quarto posto è, invece, di Brunella Roscetti in sella a Motorola Pride. L’amazzone laziale del Selva Nera Quarter Horses ASD, (tecnico Alessandro Pavoni) ha totalizzato uno score di 131.

Champion per il grado 2 con il bellissimo score di 143,5 è Giorgia Susani (Circolo Ippico Le Colombare ASD, Lombardia, tecnico Bertelli) in sella a Dc Easter Spat.

Sara Borgonovo su Dun Little Princess tesserata per il Monsereno Horses ASD (Lombardia), tecnico Luigi Panzeri si è aggiudicata il titolo di Champion nella categoria Intermediate Open con uno score di 143,5. Alle sue spalle Reserve Champion è Vittoria Marzorati, portacolori del Monsereno Horses ASD, tecnico Massimo Villa) e anche lei in sella a Dun Little Princess ha concluso con 140,5.

È, infine, Alessandro Zaganelli (, tecnico Stefano Bargelli) il Campione della categoria Open. Insieme a Ladymoor il reiner laziale ha conseguito uno score di 140,5. Dietro di lui titolo di Reserve Champion per Davide Zagari su Elvis Bo Sun (Reining Canciani Team ASD, Lombardia, tecnico Fabrizio Tumiati) con 130,5; mentre terzo Nicolò Maggi (0) su Dc Easter Spat (Monsereno Horses ASD, tecnico Massimo Villa).

Scuole e Universita

Al CIP – Comitato Italiano Paralimpico, è stata attribuita una forte valenza sociale in quanto il CIP “mira a garantire il diritto allo sport in tutte le sue espressioni, promuovendo la massima diffusione della pratica sportiva per disabili in ogni fascia d’età e sull’intero territorio nazionale, affinché ciascun disabile abbia l’opportunità di migliorare il proprio benessere e di trovare una giusta dimensione nel vivere civile, proprio attraverso lo sport quale strumento di recupero, di crescita culturale e fisica, nonché di educazione dell’individuo disabile e non.” (Legge n.189 -15.07.2003)

E’ quindi proprio nelle finalità istituzionali dare risposte educative ai giovani disabili attraverso l’approccio alle attività motorie, nonché all’adattamento e all’apprendimento tecnico delle attività sportive. Affinché tali obiettivi possano essere perseguiti è però indispensabile creare occasioni formative, occupazionali per le nuove generazioni nel campo dell’educazione motoria, preventiva, adattata e sportiva: si rende quindi indispensabile anche un forte legame sia con le agenzie formative tradizionali sia con quelle che operano nel campo sportivo.

Soltanto con la costituzione di una solida rete di progettualità fra i diversi soggetti istituzionali sarà possibile creare una nuova cultura dell’integrazione sportiva e consentirà a molti giovani disabili di acquisire stili di vita sani anche grazie alla pratica di attività motorie e sportive, nel solco della didattica e della metodologia vissuta nelle ore scolastiche, anche nelle ore pomeridiane presso le Associazioni Sportive.

 Con  le Scuole

  • Presenza di referente scuole CIP e tecnici CIP in occasione delle finali provinciali, regionali e nazionali dei Giochi Sportivi Studenteschi/ Campionati Studenteschi
  • Presentazione attività e finalità CIP durante corsi di aggiornamenti per docenti di Educazione Fisica e Sostegno organizzati dagli Uffici Scolastici territoriali.
  • Su richiesta, supporto a docenti nella stesura di programmazioni individualizzate, sensibilizzazioni delle classi e progetti di accoglienza
  • Organizzazione di incontri di informazione sui valori dello spirito paralimpico, sulla storia e le attività del Comitato Paralimpico presso gli Istituti scolastici Lombardi – attività dimostrative e sperimentazione di discipline adattate
  • Organizzazione di grandi eventi dedicati agli studenti grazie alla collaborazione di Enti pubblici e partner privati.

Con CONI Lombardia:

  • In collaborazione con CONI Lombardia e con la Scuola Regionale dello Sport, presentazione dell’offerta sportiva per le persone disabili e delle discipline paralimpiche durante i corsi di formazione per Dirigenti Sportivi di 1° e di 2° livello
  • In collaborazione con CONI Lombardia, presentazione dei valori dello spirito paralimpico e delle discipline adattate durante i corsi di formazione per operatori sportivi per persone con disabilità organizzati dalla Scuola Regionale dello Sport della Lombardia

Con le Università:

  • Presentazione delle attività paralimpiche agli studenti dei Corsi di Scienze Motorie delle principali Università lombarde
  • Presentazione delle attività paralimpiche agli studenti dei Corsi di abilitazione all’insegnamento
  • Presentazione delle attività paralimpiche del CIP agli studenti di Master di primo e secondo livello
  • Collaborazione con le Università per l’organizzazione di corsi di perfezionamento rivolti agli insegnanti

Il CIP e la Scuola interagiscono a livello nazionale tramite le azioni promosse dalla Commissione Nazionale Scuola e dall’ufficio CIP preposto.

Il protocollo d’intesa siglato con il MIUR (Ministero Istruzione Università e Ricerca) è un punto fondamentale dell’azione che il CIP potrà svolgere per potenziare sempre più il suo intervento nella scuola a favore degli alunni disabili sostenendo la loro partecipazione ai Giochi Sportivi Studenteschi.

STORIA DEL MOVIMENTO PARALIMPICO IN ITALIA

Se il movimento paralimpico internazionale deve la sua nascita al neurochirurgo inglese Sir Ludwig Guttmann, il primo ad avviare alla pratica sportiva i reduci britannici che, nel corso della II Guerra Mondiale, riportando una lesione midollare, venivano ricoverati presso la “Spinal Injuries Unit” di Stoke Mandeville, il “Padre” della Sport Terapia e del paralimpismo in Italia è stato invece il dottor Antonio Maglio.

Senza il suo lavoro, e la sua totale dedizione, che durò dal 1935 anno di conseguimento della laurea in medicina e chirurgia all’Università di Bari fino al giorno della sua scomparsa avvenuta a Roma il 7 gennaio del 1988, Roma e l’Italia non avrebbero avuto il privilegio di aver dato i natali ai Giochi Paraolimpici estivi, senza contare che migliaia di persone disabili in Italia devono alle sue intuizioni il prolungamento delle loro aspettative di vita e il reinserimento nella società civile.

E’ lui l’ideatore ed il propugnatore della prima Olimpiade per atleti paraplegici. In Italia erano i primi Anni ’50 e, purtroppo, imperava una scarsa Cultura in materia di handicap. Antonio Maglio favorì un nuovo approccio al tema della disabilità, proponendo ai pazienti disabili del Centro Paraplegici di Ostia “Villa Marina”, voluto nel 1957 dall’Inail, di cui Antonio Maglio fu vicedirettore e primario, l’avviamento allo sport come pratica riabilitativa e di recupero dell’autostima.

Gli approdi delle sue metodologie terapeutiche furono subito strabilianti: riduzione del tasso di mortalità e attenuazione degli stati depressivi dei pazienti. Antonio Maglio fece esattamente quello che Ludwig Guttmann praticava a Stoke Mandeville ma ampliò notevolmente i programmi e con la proposta di discipline quali nuoto, pallacanestro, tennistavolo, getto del peso, lancio del giavellotto, tiro con l’arco, scherma e corsa in carrozzina.

In questa crescita l’Inail ha avuto un ruolo fondamentale. Fino al 1972 era ancora il Centro Inail di Ostia a finanziare e potenziare lo sport dei paraplegici. Solo nel 1974 si arrivò alla costituzione dell’Associazione Nazionale per lo sport dei paraplegici (ANSPI) per promuovere lo sport quale diritto per tutti i cittadini disabili. Arrivò anche la partecipazione ai Campionati Europei di atletica leggera (Vienna 1977) e a quelli di basket in carrozzina (Olanda 1977).

Alla fine degli anni ’70 l’Anspi divenne ‘FISHA’ (Federazione italiana sport handicappati), ma identico restava l’obiettivo di stabilire un rapporto solido e chiaro con il Comitato Olimpico Nazionale.

L’adesione al CONI avvenne, finalmente, nel 1981. Sei anni dopo, nel 1987, il Comitato Olimpico decretò il riconoscimento giuridico della Fisha ed il suo ingresso nell’olimpo delle Federazioni Sportive Nazionali. Il Presidente della Fisha (che estendeva la sua competenza anche in materia di disabilità mentale) entrò, così, di diritto nel governo dello sport nazionale rappresentando anche la Fics (Federazione Italiana Ciechi Sportivi) e la Fssi (Federazione Sportiva Silenziosi Italiana).

Queste tre federazioni sportive, nel 1990, confluirono nella FISD (Federazione Italiana Sport Disabili). Nel 1996, però, il movimento sportivo dei Silenziosi si scorporò dalla Fisd, in quanto il Ciss (Comitato Internazionale Sport Silenziosi) non aderisce ai principi ed ai programmi Olimpici e Paralimpici.

E’ con Legge dello Stato n.189 del 2003 che la FISD diventa Comitato Italiano Paralimpico, assumendo compiti e prerogative, nonché veste organizzativa, analoghi al CONI.