Quanto guadagna un carabiniere? Ecco le cifre ufficiali che molti non conoscono

La retribuzione di un carabiniere rappresenta da sempre un argomento di grande interesse per chi desidera intraprendere una carriera nell’Arma o semplicemente vuole capire meglio la struttura delle forze dell’ordine italiane. Gli stipendi variano in modo significativo in base a grado, anzianità di servizio, mansioni e indennità accessorie, offrendo scenari economici molto diversi fra chi è all’inizio della carriera e chi, dopo anni di servizio, ha raggiunto posizioni di comando o qualifica superiore.

Struttura degli stipendi: dal carabiniere semplice agli ufficiali

Per un carabiniere semplice, ovvero colui che ha appena completato il corso di formazione ed è al primo incarico operativo, la retribuzione netta mensile si aggira attorno ai 1.300–1.350 euro netti al mese. Questo valore può variare a seconda delle trattenute previdenziali, delle eventuali detrazioni fiscali e delle regioni di impiego, ma rappresenta un punto di riferimento valido su base nazionale. L’ammontare annuo lordo, invece, si attesta vicino ai 19.370 euro per un carabiniere semplice e circa 19.970 euro per un carabiniere scelto.

Con l’acquisizione di anni in servizio e il passaggio di grado, ecco come si evolvono le cifre:

  • Appuntato: circa 1.400 euro netti/mese e 20.615 euro lordi annui
  • Appuntato scelto: circa 1.450 euro netti/mese e 21.336 euro lordi annui
  • Vice brigadiere: circa 1.620 euro netti/mese
  • Brigadiere: circa 1.670 euro netti/mese
  • Brigadiere capo: circa 1.725 euro netti/mese e 22.870 euro lordi annui

Chi avanza in carriera può raggiungere, come maresciallo maggiore con otto anni di anzianità, anche oltre 1.900 euro netti al mese.

Quanto guadagna un ufficiale dei carabinieri?

Le posizioni apicali riservate agli ufficiali, come da tradizione nelle forze armate, assicurano una retribuzione superiore, coerente con le responsabilità decisionali e di comando. Le seguenti cifre restituiscono una panoramica dei compensi netti mensili:

  • Sottotenente: circa 1.870–1.900 euro
  • Tenente: circa 2.000 euro
  • Capitano: circa 2.050–2.200 euro

I dati sui lordi annui variano fra 25.000 e 27.700 euro a seconda del grado specifico e dell’anzianità nel ruolo. Può capitare, nei casi di incarichi particolari o turni massicci di straordinari, che la cifra superi i 2.500 euro netti mensili, specialmente per chi ricopre ruoli di comando o opera in zone a rischio.

Indennità, straordinari e retribuzioni accessorie

Oltre alla retribuzione base, esistono diversi elementi accessori che possono far salire in modo significativo il netto percepito:

  • Indennità di rischio e operativa: spettanti a chi svolge servizi in aree sensibili o impegnative come missioni estere, attività di ordine pubblico, servizi notturni, festivi o durante operazioni speciali.
  • Straordinari: pagati in base alle ore effettivamente prestate oltre il normale orario di servizio.
  • Indennità pensionabile: una parte fissa aggiuntiva all’imponibile, solitamente tra 700 e 900 euro lordi annui a seconda del grado.
  • Bonus temporanei o rivalutazioni: nel 2025 è previsto un aumento tabellare dell’1% nella seconda metà dell’anno, che si traduce in 20–25 euro lordi in più ogni mese.

L’insieme delle indennità può incidere anche per 150–300 euro al mese, portando lo stipendio netto di alcuni carabinieri ben oltre la media nazionale.

Fattori che influenzano lo stipendio: anzianità, grado, missioni

Non tutti i carabinieri hanno una retribuzione uguale. Le differenze derivano principalmente da tre fattori:

  • Anzianità di servizio: ogni scatto corrisponde a un leggero aumento, sia nella parte fissa della retribuzione che nei trattamenti accessori.
  • Grado e qualifica: scalando la gerarchia dei gradi, sia nella scala gerarchica degli appuntati/brigadieri che in quella dei marescialli e degli ufficiali, il riconoscimento economico cresce proporzionalmente alle responsabilità.
  • Tipologia di servizio: chi presta servizio in reparti operativi, in ambiti territoriali considerati ad alta intensità criminale o all’estero, può ricevere compensi aggiuntivi significativi, grazie alle diverse indennità “di impiego”.
  • Bonus e aggiornamenti contrattuali: la retribuzione dei carabinieri è soggetta ad aggiornamenti annuali, sia per effetto dei rinnovi contrattuali sia per l’adeguamento dell’indennità di vacanza contrattuale (IVC).

Va inoltre ricordato che i carabinieri, come stabilito dalla normativa statale, ricevono la tredicesima mensilità, ovvero una mensilità in più versata a dicembre.

Confronto tra Arma dei Carabinieri e altre forze dell’ordine

Gli stipendi dei carabinieri sono generalmente in linea con quelli delle altre forze di polizia italiane, come la Polizia di Stato e la Guardia di Finanza, anche se alcune differenze possono emergere in base a ruoli, funzioni e particolari indennità di corpo. Complessivamente, il livello retributivo e il sistema di progressione sono considerati competitivi rispetto ad altri corpi di sicurezza pubblica presenti nel territorio nazionale.

Vantaggi e prospettive di crescita

Nonostante i valori retributivi siano spesso oggetto di discussione, l’Arma dei Carabinieri continua ad attrarre numerosi aspiranti. Oltre allo stipendio, la professione garantisce:

  • Stabilità economica e lavorativa, con possibilità di carriera regolata da gradi e avanzamenti codificati.
  • Accesso a benefit assistenziali dedicati, come assicurazione sanitaria, previdenza integrativa e opportunità di formazione continua.
  • Pensione calcolata su base contributiva, ma con sistemi agevolati per scivoli e riconoscimenti d’anzianità.
  • Accantonamento del TFR (trattamento di fine rapporto) con aliquote dedicate.

Chi riesce a distinguersi per merito, accede frequentemente alle specializzazioni operative o alle divisioni d’élite dell’Arma, che prevedono ulteriori indennità e benefit.

Considerazioni finali

L’interesse verso gli stipendi dei carabinieri evidenzia una realtà variegata e strutturata, in cui la retribuzione si lega strettamente al grado, all’esperienza e alle condizioni operative. Da un carabiniere semplice che guadagna mediamente 1.300 euro netti mensili fino a un ufficiale che può superare i 2.000 euro netti, con la possibilità di aumenti grazie a indennità e straordinari, la carriera nell’Arma offre buone opportunità di crescita economica stabile e riconosciuta. I dati ufficiali rivelano dunque cifre precise, spesso sottovalutate nell’immaginario collettivo, mettendo in luce una struttura retributiva solida, aggiornata periodicamente e in grado di riflettere le crescenti sfide del ruolo.

Lascia un commento